MAMMA MIA, ANDONIOOOOOOOOOOOOOOO
Il Napoli — il calcio Napoli — ha scoperto un nuovo idolo: Antonio Vergara.
Eppure, osservando l’atteggiamento della stampa nazionale, sembra quasi che questo ragazzo non esista. I principali quotidiani sportivi italiani preferiscono raccontare il presunto fallimento del movimento calcistico giovanile piuttosto che soffermarsi sulle invenzioni del ragazzo di Frattaminore. In sostanza, secondo questa narrazione, Vergara sarebbe “emerso” solo perché al Napoli mancherebbe mezza squadra a causa degli infortuni: una tesi portata avanti da alcuni giornalisti — anzi, giornalai — come Criscitiello, per i quali l’esplosione del ragazzo rappresenterebbe più una sconfitta del sistema che un fatto degno di nota.
Un’altra critica ricorrente riguarda il poco spazio concessogli da Conte a inizio stagione. Ma qui nasce una domanda spontanea: tutti quelli che oggi scrivono che Vergara è un talento, lo conoscevano davvero fino a due settimane fa? E se credevano così tanto in lui, perché nessuno è andato a prenderlo lo scorso anno, evitandogli un secondo anno di Serie B alla Reggiana?
Il mio punto di vista è diverso. Vergara è un ragazzo con grandi capacità. Non ha una tecnica sopraffina, pur essendo buona; non ha il fisico ideale per il calcio iper-atletico di oggi. Ma possiede qualcosa che spesso manca: lettura del gioco, visione, intelligenza calcistica. E soprattutto, dalle sue giocate emerge una passione autentica per questo sport. È per questo che qualcuno arriva persino a scomodare paragoni assurdi con grandi calciatori del passato, o addirittura con il dio del calcio: Maradona.
Paragoni che ai più sembrano blasfemi, certo. Ma è proprio lì che provo a trovare un senso: come Maradona, anche Vergara è animato da passione e coinvolgimento totale in questo gioco meravigliosamente folle, in cui ventidue scimuniti corrono dietro a un pallone. In Antonio vedo la gioia nel suo sinistro, la determinazione di voler incidere, di voler segnare, di prendersi la squadra sulle spalle.
C’è poi un altro aspetto — forse una suggestione personale — che colpisce: anche l’arbitraggio sembra voler punire il ragazzo. Mariani, in Juventus-Napoli, sembrava non conoscerne neppure la nazionalità e per tutta la partita non gli ha fischiato un fallo. Un atteggiamento simile a quello di Turpin in Champions contro il Chelsea, anche se lì il contesto era diverso.
Siamo solo agli inizi, è vero. Vergara ha collezionato appena sei presenze in Serie A. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora ci sono davvero tutti i presupposti per goderci, nei prossimi anni, le giocate di Antonio Vergara.
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